Sfruttamento e disprezzo dei poveri: un'ingiustizia planetaria

Il 27 giugno, al villaggio La Granadilla, dove c’è la nostra scuola “Abuelita Amelia Pavoni”, si sono sentiti tre enormi boati, uno di seguito all’altro: era il rumore assordante tipico di una tremenda esplosione. Provenivano, si è saputo subito dopo, da una zona periferica di San Raymundo, ad alcuni chilometri di distanza.

Succede che in quel municipio del Guatemala si dà il lavoro “sporco” di maneggiare polvere da sparo, per confezionare fuochi d’artificio e petardi, alle famiglie più povere, quelle che, se qualcosa di grave succede, non protestano mai, né denunciano: il terrore è il meccanismo millenario per mantenerli nella loro condizione infraumana.

E così è successo che 5 giorni fa, in una casa dove lavoravano in tanti, soprattutto bambini e giovani donne, fra cui una incinta, sia esplosa tutta la polvere da sparo presente.

Il saldo, per ora, è di 3 morti, tra i quali la giovane donna incinta, e quattro bambini in pericolo di vita, ricoverati nei reparti di terapia intensiva dei due ospedali pubblici della capitale. Un altro bambino rischia di perdere una o addirittura entrambe le mani.

Fatalità? Caso? Incoscienza? Irresponsabilità? Forse ci sono anche questi ingredienti in quella miscela esplosiva mortale, ma il detonatore e la potenza della bomba sono determinati dalle CONVENIENZE economiche di chi possiede il marchio di quei fuochi artificiali.

Loro non pagano mai e guadagnano sempre.

 

Carlo Sansonetti
Presidente Sulla Strada

 

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