Una multa per eccesso di umanità

La super multa inflitta al Comandante Claus Peter Reisch, reo di aver salvato vite umane, è una multa per eccesso di umanità (qui la notizia).
Ma esiste eccesso quando bisogna salvare una vita?
Una legge disumana non bisogna osservarla!

Una legge che commina multe a chi salva vite ricalca le orme delle leggi razziali che in Germania, negli anni ’40 del secolo scorso, hanno fatto morire, nei peggiori modi possibile – e nell’indifferenza generale dei tedeschi – milioni di esseri umani.

Aberrante, inconcepibile, assurdo, cinico, anticostituzionale, anticristiano, terroristico, omicida e sfacciatamente ipocrita è il Decreto Sicurezza oggi vigente in Italia che produce queste mostruosità: un uomo che si è interessato di altri suoi simili che stavano annegando, dovrà ora pagare per questo suo zelo di umanità.

Ma ancora una volta ci domandiamo: esiste un eccesso di zelo per chi, semplicemente, vuole rimanere umano?

Peter Reisch, con la sua nave “Marie Eleonore”, aveva trovato in mezzo al mar Mediterraneo decine e decine di esseri umani che stavano vivendo GLI ULTIMI istanti della loro vita, li ha salvati, portandoli nel porto più vicino e più sicuro, e ora è stato condannato per questo e dovrà pagare 300.000 euro (!) nell’indifferenza e nel cinismo del 50% degli italiani.

L’Associazione Sulla Strada dà tutta la sua solidarietà al Capitano Claus Peter Reisch e rigetta come immorale il Decreto che lo ha fatto condannare.
Se si dovesse organizzare una raccolta fondi per aiutarlo a pagare la multa, Sulla Strada è pronta a dare il suo contributo.

Noi ora siamo in Guatemala e, nelle prossime cinque settimane, spenderemo almeno 50.000 euro per occuparci, anzi, per prenderci cura di più di 3.000 poveri che altrimenti non potrebbero curarsi. Ma in tanti, influenzati dal razzismo e dal cinismo imperanti, ci gridano dietro: “Ecco, vi occupate di chi sta lontano e non dei poveri che sono in Italia!”.
Critica falsa e ipocrita, fatta da chi non alza un dito per gli altri, vicini o lontani che siano! Ipocriti e complici di tutte le persone morte nel Mediterraneo, complici del reato di omissione!

D’altra parte, Sulla Strada non si occupa solo dei “lontani” bambini guatemaltechi resi schiavi, nel lavoro con polvere da sparo, dalla povertà estrema, ma anche in Italia si preoccupa di chi soffre!

Qualunque sia il presente e qualunque sarà il futuro politico del nostro paese, noi seguiremo sempre, nell’immenso mare dell’umanità, la nostra stessa rotta di sempre, la stessa rotta del Capitano Peter Reisch: NON “PRIMA GLI ITALIANI”, MA “PRIMA GLI ULTIMI”.

Il Consiglio Direttivo e lo staff dell’Associazione Sulla Strada

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