Viva la liberazione!

Non è giorno dei morti, come alcuni impudenti vorrebbero, ma dei vivi, di quelli che hanno dato più importanza alla vita che alla morte. E non alla propria vita rispetto alla vita di altri, né a una ideologia piuttosto che a un’altra.

È il giorno in cui noi italiani facciamo memoria, cioè facciamo presenti, quelli che hanno donato la loro vita perché noi avessimo vita e libertà.

Eravamo infatti schiavi di un’ideologia che divideva (e vuole ancora dividere) il mondo fra italiani e stranieri, fra ricchi e poveri, fra bianchi e neri. Un mondo reso diabolicamente disumanizzato.

Coloro dei quali facciamo memoria oggi, hanno dato la vita per la liberazione dagli egoismi, sia individuali che nazionali e per la liberazione dalla stupidità dell’arroganza. Non è un caso che quando un popolo di un’altra nazione, di questi tempi, voglia dare la sua solidarietà al popolo italiano, lo faccia quasi sempre con la canzone “Bella ciao”.

E non è un caso nemmeno che da quella lotta per la liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo sia nata la stirpe più bella del mondo: quella dei volontari.

I volontari danno più importanza alla vita degli altri che alla propria: dall’inizio della epidemia del Covid-19 sono morti 200 fra medici e infermieri che si erano resi disponibili a stare a fianco e a prendersi cura dei malati di questa terribile epidemia.

Per i volontari, gli ultimi diventano subito i primi, senza distinzione di razza, cultura, credo e genere, per liberarli dalla loro condizione di servitù. Proprio come i partigiani, che lottarono contro ogni prevaricazione e contro ogni interesse di parte, per la democrazia. Per noi.

Ci impegniamo a proseguire la loro lotta per la liberazione, servendo l’umanità che più soffre.

Lo descriveva bene don Milani, pochi anni dopo la liberazione: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri”.

VIVA LA LIBERAZIONE, VIVA IL 25 APRILE!

Carlo Sansonetti
Presidente Associazione Sulla Strada

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